1535

Si narra che dopo una tempesta fu rinvenuta alla foce del Tevere,
da alcuni pescatori, una statua della Vergine Maria,
scolpita in legno di cedro...

Chiesa di Santa Cecilia

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Chiesa di Santa Cecilia

La leggenda vuole che la chiesa sorga sulla casa familiare di Cecilia, «...vergine illustre, nata da nobile stirpe romana», che subì il supplizio verso il 220.

La Legenda Aurea narra che papa Urbano I, che aveva convertito il marito di lei, Valeriano, ed era stato testimone del martirio, «...seppellì il corpo di Cecilia tra quelli dei vescovi e consacrò la sua casa trasformandola in una chiesa, così come gli aveva chiesto».

Il Titulus Caeciliae è in effetti attestato già dal V secolo. All'inizio del IX secolo papa Pasquale I, grande recuperatore di reliquie ed edificatore di chiese (Santa Maria in Domnica, Santa Prassede), ebbe in sogno la visione diCecilia che gli rivelava la propria sepoltura; fece quindi erigere la chiesa in forma basilicale sul luogo della precedente e vi traslò il corpo.

Durante i lavori di ristrutturazione (1599) fu aperto il sepolcro di marmo e nella ulteriore cassa di cipresso che esso racchiudeva si ritrovò il corpo quasi integro della santa, vestito di bianco e con il segno delle ferite sul collo. L'evento fu considerato miracoloso tanto che anche papa Clemente VIII andò a constatarlo. Si commissionò allo scultore Stefano Maderno la riproduzione della figura così com'era stata ritrovata. L'eccezionale opera in marmo pario, attualmente esposta sotto l'altare maggiore, testimonia nei secoli l'evento.

La struttura originaria era classicamente basilicale: navata centrale con dodici colonne collegate da archi a tutto sesto, soffitto a capriate, abside semicircolare con il catino decorato in mosaico, piccola cripta sotterranea in corrispondenza dell'altare maggiore e senza dislivello con la navata.

L'edificio fu abbellito e crebbe nei secoli successivi; Papa Pasquale II fece costruire nel XII secolo il campanile e il portico, e nella seconda metà del XIII Pietro Cavallini affrescò il Giudizio universale,Arnolfo di Cambio eresse il ciborio nel 1293.

A partire dal XVII secolo, e molto di più nel XVIII, le linee della basilica antica vennero fortemente modificate; il presbiterio venne rialzato, il pavimento cosmatesco sostituito, le capriate del soffitto sostituite da un controsoffitto in legno, le finestre furono ridotte e nuovi coretti vennero creati sopra le arcate tra le colonne.

All'inizio del Settecento il cardinale Francesco Acquaviva d'Aragona affidò a Ferdinando Fuga un intervento di sistemazione esterno assai scenografico.

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