Settembre MCMXXI

A seicento anni
dalla morte
del divino poeta
Dante Alighieri

Casa di Dante

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Nella Torre degli Anguillara

NELLA SESTA RICORRENZA CENTENARIA

DELLA MORTE DI DANTE ALIGHIERI

IL MUNICIPIO DI ROMA

QUESTO EDIFICIO GIÀ DEGLI ANGUILLARA

AFFIDÒ ALLA CASA DI DANTE

PERCHÉ FOSSE IN PERPETUO CONSACRATO

ALLO STUDIO E ALLA DIVULGAZIONE

DELLE OPERE E DELLA VITA DEL DIVINO POETA

SETTEMBRE MCMXXI



Roma, piazza Sidney Sonnino, 5

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La torre degli Anguillara ricostruita, incorporata nella cosiddetta "Casa di Dante"

L'edificio

Nel luogo dell'attuale piazza Sonnino non esisteva, fino all'arrivo dei Savoia, la testata di Ponte Garibaldi - che fu costruito solo nel 1888 - e sorgevano invece casupole magari un po' diroccate, ma di antica storia, come si vede nell'acquerello di Roesler Franz. All'inizio dell'Ottocento il complesso di case già degli Anguillara, giunto in proprietà al Conservatorio di Sant'Eufemia, era stato dato in enfiteusi ad un cavalier Forti, e comprendeva, oltre ai resti del palazzetto e alla torre (ultima sopravvissuta tra quelle di Trastevere), "24 abitazioni, tre granari, macello, stalla, grotta e cantina". Sulla torre, i nuovi affittuari avevano allestito un pubblico presepio (in segno di rinascita di quelle mura, forse, o di devozione, o solo per desiderio di popolarità tra i vicini).

 

La massiccia espansione edilizia che rivoluzionò l'urbanistica della città dopo la proclamazione di Roma capitale del nuovo Regno d'Italia - prevedendo tra l'altro il tracciamento di Viale Trastevere, la costruzione del ponte Garibaldi, i lavori di arginatura del Tevere, l'edificazione sui nuovi lungotevere di grandi complessi immobiliari destinati alla nuova borghesia - alterò profondamente l'assetto urbanistico storico di quella parte del Trastevere. La cosiddetta "Casa di Dante" è uno dei risultati di queste attività: all'esproprio dell'immobile nel 1887 seguì la riedificazione, piuttosto che restauro, nello stile falso medioevale caro alla retorica umbertina, conclusasi nel 1902.

L'istituzione

Già dal 1902 il barone Sonnino (al quale è intitolata la piazza su cui il palazzo affaccia) ottenne dal Comune di Roma l'uso dell'edificio per le lecturae Dantis allora in gran voga, e di qui nacque nel 1914 l'istituzione culturale.

 

La Casa di Dante in Roma venne costituita come ente morale nel 1914 dal regio decreto del 16 luglio 1914 n.796 da re Vittorio Emanuele III e dichiarata sotto l'alto patrocinio dalla regina madre Margherita di Savoia, che pose la prima firma delle attività culturali allo scopo di essere l'organo principe in Italia per la promulgazione e il sostegno della Divina Commedia. L'istituzione ha ancora sede nel palazzetto degli Anguillara, in piazza Sonnino n.5.

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Tradizione viva

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